TUTTE LE UNIVERSITÀ LOMBARDE UNITE PER UNA NUOVA CULTURA DELL’INCLUSIONE

Tre nuovi atenei nel CALD, firma della convenzione con l’Ufficio Scolastico Regionale, indagine Censis e dati Istat a conferma della bontà del lavoro svolto dal 2011

 Il CALD (Coordinamento Atenei Lombardi per la Disabilità) ha rinnovato oggi, venerdì 21 ottobre 2016, l’impegno preso nel 2011 per costruire una cultura dell’inclusione che permetta una sempre maggiore accessibilità all’università per gli studenti con disabilità e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento). Un impegno che, secondo quanto condiviso dai delegati di tutti gli Atenei, ha portato nel solo a.a 2015/2016 ad un aumento stimabile in almeno un 10% degli studenti con disabilità e DSA iscritti alle università lombarde rispetto all’anno precedente, grazie alla qualità e all’efficacia dei servizi e delle strategie di supporto attuati.

Per la prima volta i 13 Atenei lombardi facenti parte del CALD – tra cui le tre neo-firmatarie, LIUC – Università Cattaneo, Università Vita-Salute San Raffaele e Humanitas University – si riuniscono all’Università IULM per condividere questi risultati e aggiungere un ulteriore tassello verso una società interamente inclusiva, con la firma della convenzione tra CALD e Ufficio Scolastico Regionale (USR). Un accordo che estende il raggio d’azione dall’Università alle scuole superiori di II grado, prevedendo la formazione ai docenti per accompagnare gli studenti con disabilità/DSA verso un percorso universitario più consapevole e una corretta informazione riguardo i servizi offerti dagli Atenei lombardi e che offre una risposta immediata al numero crescente di studenti con disabilità/DSA iscritti alla scuola secondaria di II grado, che dal 2008/2009 al 2014/2015 è aumentato del 30% (dati Istat).

L’incontro di oggi all’Università IULM è anche l’occasione per fare un punto sui progetti svolti nel corso di questi cinque anni di attività del CALD: la mappatura dei servizi offerti dai singoli Atenei, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la presenza di risorse bibliotecarie accessibili, l’utilizzo di soluzioni informatiche a sostegno dello studio, lo sviluppo di strategie di supporto all’apprendimento personalizzate e il supporto per l’inserimento lavorativo delle categorie protette.

Progetti che non hanno portato solo all’aumento del numero degli studenti con disabilità / DSA nelle Università lombarde, ma anche ad una maggior soddisfazione degli stessi. Un’analisi qualitativa del CENSIS condottasu 40 Atenei italiani, segnala un livello di soddisfazione in termini di collaborazione tra servizi disabilità/DSA e altri servizi universitari che si colloca a livello nazionale tra il 3,9 e il 4,3 (in una scala da 1 a 5), ma che vede la media lombarda superare quella nazionale di 0,1-0,3.

A oggi, il CALD, primo network locale su questo tema in Italia e modello per altre iniziative analoghe in via di attuazione, comprende: IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione, il Politecnico, l’Università Bocconi, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia, l’Università degli Studi dell’Insubria, l’Università di Bergamo, l’Università degli Studi di Pavia, l’Università degli Studi di Brescia e le Università neofirmatarie LIUC – Università Cattaneo, Università Vita-Salute San Raffaele e Humanitas University.

Condivisione e collaborazione le parole chiave che gli Atenei hanno messo all’ordine del giorno, al fine di permettere a tutti gli studenti di avere le medesime possibilità. Azioni quindi mirate all’individuo ma, in prospettiva più ampia, una vera e propria task force per mutare la fisionomia degli Atenei italiani verso strutture che valorizzino ogni singola diversità, in grado di modellarsi esse stesse sulla base delle esigenze più specifiche.

Caricato in data 21 ottobre 2016 - 12:55 pm