FILIPPO ARLIA E L’ORCHESTRA FILARMONICA DELLA CALABRIA RIVISITANO IN CHIAVE INEDITA QUADRI DI UN’ESPOSIZIONE DI MUSSORGSKY

Per la prima volta in Italia edita in doppia versione, per orchestra e per pianoforte

Quadri di un’esposizione (Pictures at an Exhibition) di Modest Mussorgsky, uno dei più grandi e originali capolavori della letteratura musicale degli ultimi due secoli, è l’esordio discografico di Filippo Arlia con una major, Warner Music, dal 2 marzo 2018 in tutti i negozi tradizionali e in digitale.

Il più giovane direttore di conservatorio d’Italia (classe 1989), direttore d’orchestra e pianista calabrese rivisita con l’Orchestra Filarmonica della Calabria in modo inedito e personale la rivoluzionaria opera che ha rotto la tradizione romantica aprendo le porte alla musica del Novecento, grazie al pianismo di tipo percussivo ma senza tralasciare l’aspetto espressivo.

Nell’edizione in cd, Filippo Arlia propone Quadri di un’esposizione per la prima volta in Italia (e fra i pochissimi al mondo) in doppia versione, per orchestra e per pianoforte, riprendendo per quella pianistica la versione originale di Mussorgsky (1874), mentre per quella orchestrale quella celebre di Maurice Ravel (1922).

I ‘Quadri di un’esposizione’ – afferma Filippo Arliasono senza dubbio una pietra miliare nella letteratura pianistica russa del XX secolo e sono sinonimo di modernità e cambiamento. Mussorgsky, con una scrittura che per l’epoca risultava futuristica, è riuscito a cambiare la mentalità di un’intera generazione di pianisti classici e romantici, dimostrando come una composizione può diventare interessante dal punto di vista classico senza utilizzare obbligatoriamente le forme del passato storico”.

I Quadri – continua Filippo Arliaoriginali per pianoforte solo, hanno tante versioni per orchestra, di cui la più conosciuta ed eseguita nel mondo è senza dubbio quella di Maurice Ravel.  Negli ultimi 30 anni, i Direttori che hanno eseguito i Quadri, non essendo pianisti, hanno distaccato troppo le loro interpretazioni dall’idea originale di Mussorgsky, cambiandone l’essenza originaria e trasformandola in una ‘Sinfonia’ classica; i pianisti, dal canto loro, hanno utilizzato un metodo troppo ‘deduttivo’ per capirne il significato, riducendone l’esecuzione ad una traslitterazione sonora delle difficoltà tecniche dello strumento. Io, da direttore d’orchestra ma anche da pianista, ho cercato di rendere al meglio ambedue le esecuzioni, rendendo le due versioni quasi complementari tra di loro e dandone una visione più completa e al contempo originale, curando in particolar modo gli ottoni e le percussioni, che secondo me sono la vera anima del repertorio russo. Il risultato sonoro è avvolgente, moderno e quasi ‘rock’, ma sempre nel pieno rispetto dell’originale”.

Il critico Luca Ciammarughi dichiara su questa nuova versione de Quadri di un’esposizione: “Filippo Arlia ricerca fin dalla prima Promenade, ‘nel modo russico’, la maestosa grandezza che contraddistingue gran parte dell’opera, senza indulgere a manierismi. Sebbene non sia facile penetrare i segreti dell’anima russa, è anche evidente che un legame profondo esista fra la mediterraneità e il pathos slavo. Arlia legge le grandi pagine epiche del ciclo con generosa passione: ma sa anche che talvolta Mussorgsky chiede di suonare ‘senza espressione’, come accade in certi metafisici squarci della Grande Porta di Kiev. Si è spesso detto che Ravel attuò un affascinante tradimento dell’originario e selvatico spirito mussorgskiano. Ma se l’orchestrazione di Ravel, con un impiego massiccio delle percussioni e una scintillante ricchezza di combinazioni timbriche, sembra spettacolarizzare l’essenziale scrittura mussorgskiana, gli effetti non sono mai privi di significato. A Filippo Arlia il merito, insieme all’Orchestra Filarmonica della Calabria, di permetterci di confrontare versione pianistica e orchestrale dal raro punto di vista di uno stesso interprete”.

La versatilità della suite di Mussorgsky, ispirata dai disegni e acquerelli del suo compianto amico Viktor Hartmann, è testimoniata dalle tante versioni che hanno attraversato differenti generi musicali, come l’album rock di Emerson, Lake & Palmer del 1971“Pictures at an Exhibition”, mentre Michael Jackson ha usato spesso il brano La grande porta nei suoi tour. Inoltre, nel 1928 Kandinskij ne mise in scena una versione teatrale, facendone l’antecedente di un’opera d’arte multimediale, mentre Promenade è la colonna sonora usata nella celebre sequenza “La corazzata Potëmkin” ne “Il secondo tragico Fantozzi”.

La pubblicazione di Quadri di un’esposizione per Warner Music è l’ultimo tassello di una carriera ancora breve ma già molto brillante per Filippo Arlia, che ha ormai oltrepassato i confini nazionali: il suo progetto “Duettango” con Cesare Chiacchiaretta, omaggio ad Astor Piazzolla, lo ha portato a esibirsi nella leggendaria Carnegie Hall di New York nel 2015, poi diventato nel 2017 un disco esportato in 16 Paesi al mondo e presentato lo scorso dicembre anche al Quirinale; come pianista classico e direttore d’orchestra ha tenuto più di 350 concerti come solista e direttore in tutta Europa, Russia, America (del Nord e Latina), Asia, Nord Africa e Australia, calcando alcuni dei palcoscenici più prestigiosi del mondo come la Mary Flager Cary Hall di New York, la Sala “Rachmaninov” di Mosca, la “S. Katherine Concert Hall” di Vilnius, la Cairo Opera House, l’Auditorio Nacional de Musica di Madrid.

A maggio 2018 Filippo tornerà alla Carnegie Hall per omaggiare Gioacchino Rossini.

 Quadri di un’esposizione (Pictures at an Exhibition), dal 2 marzo in tutti i negozi tradizionali e digitali per Warner Music, è disponibile fisicamente sia in versione cd che vinile (quest’ultima solo in versione per orchestra).

Caricato in data 25 febbraio 2018 - 10:51 am